Canopy, un tetto che danza con il vento
- maris |
- varie |
- 3615 giorni | (http://www.webuildvalue.com)
Nella sua visione, l’idea di Renzo Piano era quella di avere un elemento solido, sospeso sull’opera come un quadro metafisico. Il risultato di questa idea visionaria è un guscio costituito da due “pelli” arcuate realizzate interamente in ferrocemento, il materiale amatissimo da Pier Luigi Nervi e poco utilizzato oggi perché richiede una enorme manodopera.
«Le due superfici che formano il guscio – spiega Giovanni Botteon di Salini Impregilo e project manager della joint venture che ha realizzato l’opera – sono sorrette da 30 sottilissime colonne del diametro di 30 cm ciascuna. All’interno del guscio, un complesso sistema di tubi intrecciati e ammortizzatori tiene stretto il guscio e mantiene la forma d’ala. Accettare la sfida di fare questo Canopy come Renzo Piano l’aveva concepito è stata l’arma vincente per aggiudicarsi il progetto, che molti avevano considerato “irrealizzabile”».
«Le due superfici che formano il guscio – spiega Giovanni Botteon di Salini Impregilo e project manager della joint venture che ha realizzato l’opera – sono sorrette da 30 sottilissime colonne del diametro di 30 cm ciascuna. All’interno del guscio, un complesso sistema di tubi intrecciati e ammortizzatori tiene stretto il guscio e mantiene la forma d’ala. Accettare la sfida di fare questo Canopy come Renzo Piano l’aveva concepito è stata l’arma vincente per aggiudicarsi il progetto, che molti avevano considerato “irrealizzabile”».

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